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01  mag. 18


CONTROLLI SUI PAGAMENTI DELLA PA, DEGLI ORDINI PROFESSIONALI E DELLE SOCIETÀ CONTROLLATE DI IMPORTI MAGGIORI O UGUALI A 5.000 EURO.

 

immagine_di_agenzia_entrateLa Legge 205/2017 ha ridotto, con decorrenza dal 1° marzo 2018, da 10.000 a 5.000 euro il limite minimo di importo per la verifica dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni prevista dall’art. 48-bis del DPR n. 602/1973 e per la verifica della regolarità fiscale prevista dall’art. 80, comma 4, del D. Lgs. 50/2016.
Il servizio Verifica inadempimenti consente alle Pubbliche amministrazioni di ottemperare all’obbligo stabilito dall’art. 48-bis D.P.R. n.602/73 di verificare, prima di effettuare un  pagamento di importo superiore a 5mila euro, se il beneficiario è inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento e, in caso affermativo, di segnalare la circostanza all’Agenzia delle entrate-Riscossione, ai fini dell'esercizio dell'attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo.
 La consultazione è resa disponibile a tutte le amministrazioni pubbliche preventivamente registrate al portale Consip (www.acquistinretepa.it).
L’art. 48-bis, del D.P.R. n. 602/1973 – introdotto dal legislatore al fine di contrastare il fenomeno della cosiddetta “evasione da riscossione” – dispone che le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a 10.000 euro, devono verificare, anche in via telematica, se il beneficiario risulti inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento. 
Ai sensi dell’art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001, “Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300”.
 

 
16 apr. 18
 

ATTO DI INDIRIZZO EX ART. 154, COMMA 2, DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL’ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI, APPROVATO CON DECRETO LEGISLATIVO 18 AGOSTO 2000, N. 267, SULLE PROPOSTE DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO PER L’ISTITUZIONE DELL’ELENCO DEI REVISORI DEI CONTI DEGLI ENTI LOCALI E LE MODALITA’ DI SCELTA DELL’ORGANO DI REVISIONE ECONOMICO-FINANZIARIO”.


imagine_di_quesitiLe istituzioni pubbliche coinvolte dall’attuazione della normativa, di cui all’articolo 16, comma 25, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, unitamente al Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili e all’Associazione nazionale dei Certificatori e dei Revisori degli enti locali, in più circostanze, hanno evidenziato la necessità di approfondire la tematica relativa alla verifica della qualità dell’attività del revisore degli enti locali, che ha notevoli ricadute sul corretto andamento gestionale degli enti locali, nonché delle modalità di effettuazione dell’estrazione a sorte.
L’Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali ha ritenuto di dover analizzare le questioni poste all’attenzione, sotto l’aspetto del quadro normativo vigente, nel contesto del quinquennio nel quale lo stesso ha trovato applicazione, al fine di pervenire a definire proposte indirizzate alla modifica del regolamento disciplinante la tenuta dell’elenco dei revisori degli enti locali, approvato con decreto del Ministro dell’Interno 15 febbraio 2012, n. 23.


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26  mar. 18

 

Comunicato ANAC sui piani della prevenzione della Corruzione

 

Immagine-corruzioneCon il Comunicato del Presidente datato 16 marzo 2018, l’Anac ha richiamato l’attenzione delle P.A. su alcuni errori diffusi rilevati in sede di vigilanza sui “Piani triennali per la prevenzione della corruzione” (“Ptpc”) di cui all’art. 1, comma 8, della Legge n. 190/12.
L’Anac ha colto l’occasione per segnalare che, in applicazione del Dlgs. n. 97/16 (c.d. “Foia”, vedi Entilocalinews n. 25 del 20 giugno 2016), il “Piano triennale per la prevenzione della corruzione” deve essere integrato con il “Programma per la trasparenza”.
“La necessaria integrazione degli obiettivi di trasparenza con il Piano della performance – si legge – necessita di una loro previsione annuale nell’ambito della programmazione su base triennale”. L’Autorità ha puntualizzato inoltre che i Piani devono essere corredati dalle mappature dei processi, precisando altresì che “sull’obbligatorietà dell’adozione, ciascun anno, alla scadenza prevista dalla Legge del 31 gennaio, di un nuovo completo Piano Triennale, valido per il successivo triennio (ad esempio, per l’anno in corso, il Ptpc 2018-2020)”.

 
13 mar. 18

 

Corte dei conti Piemonte, Delibera n. 19 del 2 febbraio 2018

 

imagine_di_bilancio_consolidato_EELLNella fattispecie in esame, viene chiesto un parere in merito all’inclusione di una Società nel “Gruppo Amministrazione pubblica” e nel perimetro del consolidamento ai fini della redazione del bilancio consolidato 2017. La Sezione rileva che, dalla lettura coordinata degli artt. 11-bis e seguenti del Dlgs. n. 118/11 e dell’Allegato n. 4/4 del medesimo Dlgs. n. 118/11, si ricava che il “Gruppo Amministrazione pubblica”, nell’ordine, Organismi strumentali (in quanto dotati di autonomia contabile, ma privi di autonoma personalità giuridica rispetto all’amministrazione pubblica), Enti strumentali (in quanto dotati di autonoma personalità giuridica), sia controllati che partecipati, ed infine, Società, sia controllate che partecipate.
Quanto a queste ultime, in base al punto 3.2. dell’Allegato n. 4/4, rientrano nel “Gruppo Amministrazione pubblica” tutte le partecipazioni detenute dalla Regione o dall’Ente Locale, a prescindere dalla consistenza di tale partecipazione, nel caso in cui la Società partecipata sia una Società a partecipazione pubblica totalitaria che risulti affidataria diretta di un servizio pubblico locale.


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13 mar. 18


Nuove Linee guida Anac su acquisti sotto soglia

 

Immagine-corruzioneLinee Guida n. 4, di attuazione del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”- Approvate dal Consiglio dell’Autorità con delibera n. 1097 del 26 ottobre 2016, aggiornate al Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n. 56 con delibera del Consiglio n. 206 del 1 marzo 2018





linee_guida_anac_n_4_sotto_soglia_marzo_2018.pdf

 
13 mar. 18

 

ASSUNZIONI NELLA P.A. - Illegittimo il trasferimento di personale da società “in house” ad enti pubblici senza concorso pubblico: la deroga al concorso pubblico deve essere delimitata in modo assolutamente rigoroso

immagine_di_corte_costituzionaleLa Corte costituzionale dichiara illegittima una disposizione legislativa della Sardegna.

L’intervento della Corte Costituzionale concerne l’illegittimità dell’art. 6, comma 8, della legge della Regione autonoma Sardegna 29 maggio 2007 n. 2, che consente a dei dipendenti di società private di diventare lavoratori pubblici.
La Corte costituzionale, con sentenza n. 40 del 2 marzo 2018, accogliendo i dubbi sollevati dal Tribunale di Cagliari, in linea con il granitico orientamento della giurisprudenza e della Corte dei Conti, ha dichiarato incostituzionale il citato art. 6 comma 8.La Corte ha sottolineato che la facoltà del legislatore di introdurre deroghe al principio del concorso pubblico deve essere delimitata in modo rigoroso, potendo tali deroghe essere considerate legittime solo quando siano funzionali esse stesse al buon andamento dell’Amministrazione e ove ricorrano peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificarle. Nel caso di specie, la normativa regionale non fornisce alcuna indicazione in ordine alle condizioni di ammissibilità della deroga al principio del concorso pubblico, ammettendo il passaggio del personale dipendente all’ente pubblico indipendentemente dal modo con cui è stato reclutato nelle società, né sono richieste specifiche modalità di inserimento nell’Agenzia regionale, non è previsto alcun meccanismo di verifica dell’attività professionale svolta in precedenza, né sono stabiliti limiti percentuali all’assunzione in assenza di concorso.


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10 mar. 18


Scadenze in materia trasparenza nelle pa e nelle società pubbliche controllate e non


immagine_di_trasparenzaPubblicata la delibera con cui l'A.N.AC. fissa al 30 aprile 2018 la pubblicazione delle attestazioni degli OIV, o degli organismi con funzioni analoghe, relative all'assolvimento di specifiche categorie di obblighi di pubblicazione al 31 marzo 2018.

La delibera riguarda le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici economici, le società ed enti di diritto privato in controllo pubblico e le società a partecipazione pubblica non di controllo, associazioni, fondazioni e enti di diritto privato comunque denominati, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, la cui attività sia finanziata in modo maggioritario per almeno due esercizi finanziari consecutivi nell’ultimo triennio da pubbliche amministrazioni e in cui la totalità dei titolari o dei componenti dell’organo d’amministrazione o di indirizzo sia designata da pubbliche amministrazioni.

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04 mar. 18


Whistleblowing: Cass. pen., Sez. VI, (ud. 31 gennaio 2018) 27 febbraio 2018, n. 9047 - Presidente Petruzzellis, Relatore Tronci, P.G. De Masellis

La sentenza in epigrafe, che per vero affronta numerose questioni per le quali si rimanda al testo del provvedimento, offre lo spunto per alcune riflessioni sul rapporto tra whistleblowing e processo penale, con specifico riferimento al settore del pubblico impiego.
Segnalava, infatti, il ricorrente una discrasia, in realtà solo apparente, tra la tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, garantita dal riserbo delle sue generalità previsto dall’art. 54 bis del D. lgs. 165/2001 come recentemente modificato dalla Legge n. 179/2017 (pubblicata in questa Rivista, ivi), e i principi del processo penale, racchiusi negli artt. 240 e 333 c.p.p., che impongono l’inutilizzabilità ai fini investigativi delle dichiarazioni anonime in ogni forma pervenute all’Autorità giudiziaria (su tali principi, si veda il contributo di G. Morgese, I limiti di utilizzabilità della denuncia “anonima” ai fini investigativi, in Giurisprudenza Penale Web, 2016, 9).
Parrebbe insomma che una segnalazione anonima da parte di un dipendente pubblico non costituisca una vera e propria notitia criminis, e non dia diritto all’Autorità requirente a disporre mezzi di ricerca della prova, quali l’ispezione, la perquisizione, il sequestro probatorio, ovvero – come nel caso di specie – le intercettazioni telefoniche. Conseguentemente, ogni misura investigativa che sia invece adottata, sarebbe inutilizzabile.
www.giurisprudenzapenale.com


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03 mar. 18


Deliberazione Corte dei Conti - sez. regionale di controllo per la Liguria 8/9/2017 n. 80 - Gestione del personale nelle società controllate

 

L'ART. 19 del TUSPP stabilisce che "Le  amministrazioni  pubbliche  socie   fissano,   con   propri provvedimenti,  obiettivi  specifici,  annuali  e  pluriennali,   sul complesso delle spese di funzionamento, ivi comprese  quelle  per  il personale,  delle   societa'   controllate,   anche   attraverso   il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale e tenuto conto di quanto  stabilito  all'articolo  25,  ovvero  delle eventuali disposizioni che stabiliscono, a  loro  carico,  divieti  o limitazioni alle assunzioni di personale “tenendo conto del settore in cui ciascun soggetto opera”.

Secondo il Testo Unico l’attività è prevalente quando oltre l’ottanta per cento del loro fatturato sia effettuato nello svolgimento dei compiti a esse affidati dall’ente pubblico o dagli enti pubblici soci. Tale requisito costituisce un limite ma rappresenta anche il riconoscimento della possibilità per le società in house di svolgere ulteriore attività nei confronti di soggetti terzi. Appare indubbio che la valorizzazione di uno scopo di lucro e la necessità di svolgere in modo efficiente l’attività di produzione di beni e servizi debba necessariamente consentire alle società in house una maggiore elasticità nelle politiche assunzionali.

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01 mar. 18
 

Sentenza "231"

 

immagine_Mog._231Cassazione Penale, Sez. 6, 25 ottobre 2017, n. 49056 - Corruzione e assoluzione di un funzionario pubblico: non viene meno automaticamente la sanzione amministrativa ex d.lgs. n. 231/2001 se la società ne ha tratto vantaggio

 
 
15 febb. 18
 

Gli incentivi tecnici non sono esclusi dal fondo del salario accessorio

 

Dopo che la Corte dei conti umbra (sul Quotidiano degli enti locali e della Pa del 7 febbraio) e la Corte friulana (sul Quotidiano degli enti locali e della Pa dell’8 febbraio) avevano dato speranza di vedere esclusi dal salario accessorio gli incentivi per funzioni tecniche, arriva la doccia fredda della Sezione della Puglia (deliberazione n. 18/2018) che va in senso opposto tanto da rimettere la questione di massima nuovamente alla Sezione delle Autonomie.

(Fonte il SOLE 24 ORE - PA)

 

11 febb. 18
 

Corte dei Conti Sezione Regionale di controllo per il Piemonte - Delibera n. 3/2018/SRCPIE/PAR sulle gestioni in perdita delle societa' partecipate

 

Come evidenziato nel suddetto parere n. 24/2017/PAR della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Liguria “è stato tuttavia ampiamente affermato dalla giurisprudenza contabile che l’adempimento dell’obbligo di accantonamento di quote di bilancio, in correlazione a risultati gestionali negativi degli organismi partecipati, non comporta l’insorgenza a carico dell’Ente socio, anche se unico, di un conseguente obbligo al ripiano di dette perdite o all’assunzione diretta dei debiti del soggetto partecipato. Ciò in quanto l’introduzione della disciplina in esame non ha significato il venir meno del sistema di limiti individuato dalla stessa giurisprudenza con riguardo alla possibilità per gli enti locali di ricorrere a tali operazioni nell’ambito dei rapporti finanziari con le proprie partecipate (per tutte cfr. Sezione controllo Lombardia, deliberazione n. 410/2016/PRSE e la numerosa giurisprudenza ivi richiamata; cfr. anche il referto della Sezione delle Autonomie di cui alla deliberazione n. 27/SEZAUT/2016/FRG).
Il “soccorso finanziario” nei confronti degli organismi partecipati rimane, anzitutto, precluso senz’altro allorché si versi nella condizione di reiterate perdite di esercizio presa in considerazione dall’articolo 6, comma 19, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, con disposizione oggi ripresa e confermata dall’art. 14, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo n. 175 del 2016”. Peraltro, l’applicabilità di tale impedimento sussiste anche in relazione alle società poste in liquidazione (cfr. sez. Contr. Liguria, deliberazione n. 71/2015/PAR). 

 


11 febb. 18
 

ll programma delle attivita' di controllo della Corte dei Conti per il 2018: le societa' a partecipazione pubblica tra gli obiettivi delle Sezioni autonomie
 

Per le Sezioni Autonomie della Corte dei Conti, Delibera n. 1/2018, le Sezioni regionali sono, altresì, destinatarie a “fini conoscitivi”, di talune comunicazioni in materia di società pubbliche. Gli oneri comunicativi previsti dal d.lgs. n. 175/2016 - che comunque refluiscono nelle attività di controllo di loro competenza - riguardano, in particolare, le deliberazioni di costituzione di società o di acquisizione di partecipazioni dirette o indirette (art. 5, comma 3); i piani di risanamento delle società a partecipazione pubblica in crisi (art. 14, co. 5, secondo periodo); i piani di razionalizzazione delle società a partecipazione diretta o indiretta (artt. 20 e 24).  In questo quadro di adempimenti così vasto e gravoso, la Sezione delle autonomie promuoverà iniziative insieme con le Sezioni regionali di controllo per l’approfondimento delle problematiche operative e per lo sviluppo di metodologie e criteri idonei a orientare le attività in sede regionale.
 


10 febb. 18

 

Sulla rotazione linea dura del Tar Toscana - concessionaria uscente sempre fuori gara

 

Chi ha vinto una gara non può partecipare a gare successive: lo vieta il principio di rotazione, sul quale si è espresso il Tar Toscana con la sentenza n. 17/2018. La rotazione (articolo 36, comma 1 Dlgs n. 50 / 2016) si applica a lavori, servizi, forniture e concessioni di importo inferiore alle soglie comunitarie.La decisione del Tar: Il principio di rotazione opera a monte, impedendo gli inviti, e non solo precludendo gli affidamenti: quindi, l’impresa precedente concessionaria non va nemmeno invitata (articolo 36 Dlgs n. 50/2016). Il principio di rotazione vale anche per escludere l’unico concorrente, se questi era precedente affidatario del medesimo servizio (Tar Napoli n. 4981 / 2016). L'unica contromisura alla rotazione è quella indicata dalle linee guida Anac n. 4/2017: l’ente pubblico deve adeguatamente motivare il rinnovato coinvolgimento del gestore uscente, con riguardo ad esempio al numero ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato nel precedente rapporto contrattuale o all’oggetto ed alle caratteristiche del mercato.

 

05 febb. 18

 

Affidamento in house escluso per le fondazioni

 

immagine_soc_pubbliche Le fondazioni, anche se connotate da una partecipazione pubblica, non possono essere considerate quali società in house perché non perseguono scopi di lucro, con la conseguente impossibilità di ritenere configurabile una responsabilità per danno erariale. L'affidamento in house, infatti, si colloca nell'ambito delle attività economiche da svolgersi con criteri imprenditoriali e con logiche concorrenziali. È quanto si desume dalla sentenza n. 2584delle Sezioni unite, depositata venerdì.
  


05 genn. 18
 

Split Payment - NOVITA'

 

immagine_di_split_paymentCon riferimento alle operazioni per le quali è emessa fattura a partire dal 1° gennaio 2018, il Collegato fiscale ha previsto che lo split payment si applica anche ai seguenti soggetti:

- gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona.
- le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%.
- le società controllate, direttamente o indirettamente, ai sensi dell’art. 2359, comma 1, n. 1, c.c., da qualsiasi tipo di amministrazione pubblica, ente o società assoggettati al meccanismo stesso
- le società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, da qualsiasi tipo di amministrazione pubblica, ente o società assoggettati al meccanismo stesso, demandando ad un decreto del MEF il compito di stabilire le relative modalità di attuazione.

 
05 genn. 18


Affidamenti in house - dal 15/01/18 l'Anac verificherà la legittimità degli affidamenti

 

 immagine_anacDal 15 gennaio 2018, è attivo l’applicativo per l’invio delle domande di iscrizione nell’Elenco delle Amministrazioni aggiudicatrici e degli Enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie Società “in house”, previsto dall’art. 192 del Dlgs. n. 50/16 (“Codice dei contratti”). Le Amministrazioni aggiudicatrici e gli Enti aggiudicatori che hanno affidato servizi a Società “in house” devono quindi presentare all’Autorità la domanda di iscrizione nell’Elenco e – come previsto dalle “Linee guida” Anac n. 7 (Punto 9.2) – tale domanda costituirà presupposto legittimante per l’affidamento “in house”. Nella pagina di accesso al Servizio sono pubblicati il “Manuale operativo” e i riferimenti normativi.
 


05 genn. 18
 

Sono scattati i limiti alle assunzioni a tempo indeterminato per le controllate

 

immagine_soc_pubblicheE’ stato pubblicato in G.U. n. 299 del 23 dicembre 2017 il Decreto 9 novembre 2017, concernente “Disposizioni di attuazione dell’art. 25 del Dlgs. n. 175/16, in materia di personale delle Società a partecipazione pubblica”.
Si ricorda che a decorrere da tale data, tra l'altro:

1.fino al 30 giugno 2018, le società a controllo pubblico non possono procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato se non attingendo dagli elenchi dei lavoratori eccedenti, mediante le funzionalità di ricerca messe a disposizione dall’apposita sezione del sito istituzionale dell’ANPAL, nell’ambito del sistema informativo unitario.
2.Ove le società a controllo pubblico abbiano la necessità di assumere a tempo indeterminato lavoratori con profilo professionale infungibile in relazione alle specifiche competenze richieste, non individuabili tra i lavoratori iscritti negli elenchi, chiedono all’Ente che gestisce l’elenco o, nel caso di società controllate dallo Stato, al Ministero dell’economia e delle finanze l’autorizzazione ad assumere senza attingere dagli elenchi.

 
30 dic. 18

 

Comunicato Anac del 28 dicembre 2017

 

immagine_anacL'Anac ricorda che con il Comunicato del 28 ottobre 2013 sono state fornite indicazioni operative per la comunicazione del soggetto Responsabile dell’Anagrafe per la stazione appaltante (RASA) incaricato della compilazione ed aggiornamento dell’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti (AUSA) istituita ai sensi dell’art. 33-ter del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. In particolare è stato precisato che ciascuna stazione appaltante è tenuta a nominare il Responsabile dell’Anagrafe per la Stazione Appaltante (RASA). Constatata l’esiguità del numero dei Responsabili dell’Anagrafe per la stazione appaltante (“Rasa”) abilitati ad operare rispetto al totale di stazioni appaltanti attive nella “Anagrafe unica delle stazioni appaltanti” (“Ausa”), ha richiamato i Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (“Rpct”) ad adempiere in merito.


28 dic. 18

 

Obblighi di trasparenza dei redditi e del patrimonio degli amministratori 

 

immagine_anticorruzione_e_trasparenzaSecondo quanto previsto dalla Delibera Anac n. 1134/17 le società in controllo pubblico sono ora tenute ad attenersi agli obblighi di pubblicazione contenuti nell’art. 14 del D.lgs. n. 33/13 che riguardano la pubblicità dei dati reddituali (dichiarazione dei redditi e situazione patrimoniale).
Ciò implica la necessità di adeguare le sezioni "società-amministrazione trasparente" per essere "compliance" rispetto alle sopra indicate disposizioni.


 

 
20 dic. 18

 

Comunicato Anac del 20 dicembre 2017

 

immagine_anacCon il Comunicato del 28 ottobre 2013 sono state fornite indicazioni operative per la comunicazione del soggetto Responsabile dell’Anagrafe per la stazione appaltante (RASA) incaricato della compilazione ed aggiornamento dell’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti (AUSA) istituita ai sensi dell’art. 33-ter del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. In particolare è stato precisato che ciascuna stazione appaltante è tenuta a nominare il Responsabile dell’Anagrafe per la Stazione Appaltante (RASA). Il Piano Nazionale Anticorruzione 2016/18 ha inteso quindi l’individuazione del RASA come una misura organizzativa di trasparenza in funzione di prevenzione della corruzione. Ciononostante, l’ANAC ha potuto constatare che il numero di RASA abilitati ad operare rispetto al totale di Stazioni Appaltanti attive in AUSA, è risultato estremamente esiguo. Per quanto sopra esposto, i RPCT sono tenuti a verificare che il RASA, indicato nel PTPC, si sia attivato per l’abilitazione del profilo utente di RASA secondo le modalità operative indicate nel Comunicato del 28 ottobre 2013. IL RPCT è tenuto altresì a comunicare tempestivamente a questa Autorità gli impedimenti che hanno determinato la mancata individuazione del RASA nel PTPC ed il perdurare degli stessi (la nota di comunicazione deve indicare nell’oggetto: RASA/IMPEDIMENTI).